We care for

East Gate

Residenza
Codice Progetto: 1540998
Tipologia: Residenza
Stato: In corso
Data: 2022
Workflow:

Credits: Tobia Marcotti

East Gate

A Segrate, ITIStudio rinuncia alla cortina edilizia per un quartiere che si attraversa a piedi. La permeabilità diventa struttura, l’abitare lento una scelta di progetto: la città a nord scivola nel nuovo parco a sud, la roggia a ovest nel commercio a est.


Una soglia, non una barriera

Il Lotto 2 del “Quartiere della Stazione” è la porta di Segrate per chi arriva da sud e, insieme, il bordo con cui la città si affaccia sul nuovo parco lineare lungo il passante ferroviario. Attorno premono condizioni eterogenee — il tessuto consolidato, l’acqua della roggia con il suo parco diffuso, la piastra commerciale, il parco. Il progetto non le neutralizza né le gerarchizza: le rende attraversabili, cucendole in una sequenza continua di intimità diverse, pubbliche e private, costruite e verdi. È qui che la pedonalità — lenta, quotidiana — diventa il primo strumento del disegno urbano.

Dalla cortina alla permeabilità

La presenza della roggia è stata determinante nella scelta planivolumetrica. Anziché erigere una cortina compatta, ITIStudio sottrae al volume costruito l’asse pubblico che dalla città porta al parco, ricavando un boulevard interno che diaframma l’edificato. Da qui la decisione di scomporre i cinque fabbricati in macroblocchi ed elementi isolati e di sfaccettare fronti e volumi: una permeabilità insieme funzionale e visiva, in cui i corpi di fabbrica non chiudono lo spazio ma lo lasciano filtrare. Anche le altezze seguono questa logica — più contenute sul fronte della roggia e all’interno, per limitare i vis-à-vis; addensate in alcuni “elementi torre”, nuovi landmark calibrati entro il limite aeroportuale .

La sequenza degli attraversamenti

Il cuore del progetto è lo spazio pubblico. Dalla quota stradale un percorso pedonale risale al podio (+1,50 m) e prosegue fino al parco, scandito da due corti in sequenza: la prima — epicentro aperto e permeabile — è la piazza di quartiere che raccoglie gli ingressi da nord e da ovest; la seconda, più raccolta, è custodita dalle residenze eppure resta un diaframma di attraversamento, raggiungibile dai quattro punti cardinali. Intorno, quattro aree tematiche — boulevard, piazza, corte, transizioni — declinano il tema del margine come soglia: un limite che non separa ma tiene insieme, ricucendo i bordi della città nei luoghi dell’abitare.

La naturalezza dell’artificio

Le facciate raccontano una sola storia in due voci. Sul lato della roggia il barbaglio dell’acqua si fa successione di frammenti — superfici in tono sabbia ritmate da lame bianche, telai che ruotano e schermano; sul fronte urbano il flusso tra città e parco “scava le sue sponde” in una stratificazione orizzontale di marcapiano che traslano e mettono a nudo il gesto dello scavo. A tenere insieme il tutto, un basamento continuo in gres nero e cemento a faccia vista, un nastro che rende leggibile l’intervento come un unico organismo. Tracce, frammenti, erosioni: la massa porta i segni delle forze che l’hanno plasmata.

I numeri, e il loro senso

Con 23.568 m² di SLP — parte di un PII da 60.000 — il Lotto 2 mette in campo 247 alloggi tra edilizia convenzionata e libera, spazi commerciali e terziari al piede degli edifici, due livelli interrati di parcheggi. Ma il dato che ITIStudio rivendica non è dimensionale: è la capacità di trasformare un margine periferico in un frammento di città permeabile, dove pubblico e privato si compensano senza perdere identità. Un quartiere che non si chiude. Filtra.