Unfurling Forest, il progetto di ITI Studio per la Certosa di Collegno, ha ricevuto una Honourable Mention all’Healing Garden Competition promossa da Non Architecture. Il concorso è il primo di sei nati all’interno di Sleeping Beauty – Nature Meets Bauhaus, il progetto europeo che punta a risvegliare paesaggi culturali dimenticati in tutta Europa. Ha raccolto oltre 800 proposte da tutto il mondo, tutte chiamate a misurarsi con una domanda tanto semplice quanto esigente: può un parco prendersi cura delle persone?

Come spesso accade, la risposta è arrivata per sottrazione. Le prime versioni del progetto tenevano insieme molte cose: un lago, un ponte, otto stanze sensoriali. Ciascuna aveva una ragione, ma nell’insieme il parco rischiava di diventare un catalogo. Il gruppo di lavoro ha scelto di fermarsi e togliere, fino a lasciare tre soli elementi: un bosco al centro, una spirale che lo ordina, un sentiero che lo attraversa. Da lì in avanti, ogni decisione ha avuto un criterio chiaro: servire il bosco.

La spirale nasce da un’osservazione della natura. Le piante dispongono le foglie in modo che nessuna tolga luce alle altre; applicata agli alberi, la stessa regola fa sì che dal centro ogni sguardo incontri un tronco. La sensazione è quella di una foresta fitta, ottenuta non con la quantità ma con il disegno. Per tradurre l’intuizione in progetto, lo studio ha sviluppato un proprio strumento di calcolo, che colloca ciascun albero direttamente nel modello digitale.

Anche il nome è il risultato di una lunga ricerca. Unfurling indica il movimento con cui una felce si srotola crescendo: un’immagine che vale per il bosco, destinato a svilupparsi nei decenni, e per chi lo attraversa, quando finalmente rallenta. In un luogo che è stato monastero e poi ospedale psichiatrico, è sembrata la parola più giusta.

Il riconoscimento va a tutto il team e a Vittorio Ingegnoli, che ha accompagnato il lavoro con la sua ricerca sul rapporto tra verde e salute.