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Unfurling Forest

Landscape
Codice Progetto: 9990990
Tipologia: Landscape
Dimensione: 25.600 mq
Data: 2026
ITI Team: Tobia Marcotti, Lijia Sun, Magdalena Alonso, Viviana James
Workflow:
  • Concept Design
  • Scan to BIM
  • Progetto Definitivo
  • Autorizzazioni
  • Progetto Esecutivo
  • Direzione Lavori
  • Consulting

Credits: Vittorio Ingegnoli, Intern: Maël Gueriaud-thomas, Pariya Hosseinpanahi, Caterina Nucci
SketchBook: Honourable Mention per Unfurling Forest

Unfurling Forest

Può un parco curare le persone?

È la domanda da cui tutto è iniziato. Il progetto nasce dal concorso europeo Sleeping Beauty, che riattiva luoghi dimenticati secondo i valori del New European Bauhaus (bellezza, sostenibilità, inclusione), e ci ha chiesto di immaginare un parco capace di far stare meglio chi lo attraversa. La natura non come contorno, ma come strumento di cura: per rallentare il passo, alleggerire la mente, respirare.

La Certosa di Collegno

Siamo alle porte di Torino, nei quaranta ettari di verde della Certosa di Collegno, prima monastero e poi ospedale psichiatrico. Abbiamo cominciato osservando ciò che esiste e chi lo abita, e ci siamo posti una seconda domanda, più difficile della prima: se un parco può migliorare la salute, come lo dimostriamo?

La foresta come fonte di benessere

Tutti sentiamo che gli alberi ci fanno bene. Pochi sanno che questo beneficio si può misurare, e quindi va progettato. Abbiamo lavorato con Vittorio Ingegnoli, biologo e architetto che da anni studia come il verde influisce sulla salute attraverso la bionomia, la disciplina che quantifica lo scambio tra massa vegetale e benessere e stabilisce quali debbano essere la qualità e la quantità del verde perché avvenga.

Da qui il principio del progetto: la foresta come fonte di benessere. Alberi maturi, specie autoctone, grandi masse vegetali lasciate crescere libere. Il nuovo bosco è il cuore del parco e tutto il resto si dispone attorno a esso. E non è un bosco qualsiasi: è il Querco-Carpinetum, la foresta di querce e carpini che un tempo copriva questa pianura ed è andata perduta.

La struttura si ispira alle otto dimensioni sensoriali dell’Health Forest Octovia di Copenaghen. Nell’area di progetto ne applichiamo tre, lasciando le altre cinque alle aree laterali del parco; un cammino le collega, guidando il visitatore dagli spazi più attivi a quelli più raccolti e silenziosi.

Le tre dimensioni sensoriali sviluppate

Natura selvaggia. Un bosco di 3.500 m² con 250 nuovi alberi, nella densità che una vera riforestazione richiede, disposti secondo l’angolo aureo di 137,5°: la regola con cui una pianta dispone le foglie, portata alla scala di un bosco. Nessun albero è allineato con un altro e le spirali emergono spontaneamente, come una foglia che si apre. È l’Unfurling Forest. Si cammina verso l’interno e la città scompare: il suolo si modella in due collinette di terra di scavo, una passerella di legno rialzata attraversa l’ecosistema senza interromperlo e l’aria si riempie dei monoterpeni rilasciati dalle chiome, le sostanze volatili che aiutano il corpo a rilassarsi. La forma del bosco è anche la sua dose.

Rifugio. Al centro la spirale si apre in due radure, dove la passerella si solleva e crea luoghi di sosta e contemplazione scolpiti tra alberi e arbusti. La stessa spirale raccoglie un anello di ginkgo e disegna una radura accogliente davanti alla biblioteca, dove il bosco incontra la vita del parco.

Ricca di specie. L’ultima stanza: arbusti, piante aromatiche, piccoli animali e insetti creano un ambiente sensoriale e profumato attorno a uno stagno, che riempie la conca al termine del percorso.

Un parco che cresce nel tempo

Il progetto procede per fasi, perché un bosco non nasce in un giorno e perché un’idea ambiziosa deve stare dentro un budget. Ogni fase è un parco già completo, che la successiva arricchisce.