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Uffici Pantin

Uffici
Codice Progetto: 1270998
Tipologia: Uffici
Stato: Costruito
Data: 2023
ITI Team: Tobia Marcotti, Paola Cappellini, Dmitry Krivorogov, Francesco Lostaffa
Workflow:

Credits: Progetto definitivo e render: Barreca & La Varra; ph: Carola Merello; Barreca & La Varra; ITI studio
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Uffici Pantin

Il recupero integrale di un edificio direzionale: struttura portante messa a nudo dal primo piano in su e ricostruita con nuova pelle, nuovi impianti, nuovi interni, mentre il piano terra restava in esercizio per tutta la durata dei lavori.

Un edificio per uffici dei primi anni Settanta: volume semplice, sei piani fuori terra, due corpi ascensore leggibili nella geometria d’insieme e, al primo piano, una balconata coperta che gira attorno al fabbricato. La facciata era già mossa da sfalsamenti e aggetti diversi a ogni livello: il tema era darle una fisionomia nuova senza azzerare quel movimento.

Il concept è di Barreca & La Varra, studio scelto di comune accordo dalla proprietà e dal futuro conduttore. ITISTUDIO lo ha raccolto al termine della fase preliminare e portato fino alla consegna: due diligence, progettazione definitiva ed esecutiva, pratiche edilizie, direzione lavori.

Dal concept al costruibile

La due diligence ha dato alla proprietà un quadro chiaro delle questioni aperte prima di aprire il cantiere; la verifica normativa ha stabilito cosa fosse davvero realizzabile: l’ampliamento al primo piano, la chiusura dei corpi scala per trasformare uno spazio esterno in un vuoto architettonico, la regolarizzazione della facciata sul fronte d’ingresso.

Altri nodi ITISTUDIO li ha risolti in corso d’opera, insieme ai progettisti: i nuovi corpi ascensore, il collegamento con i piani interrati, il parapetto della scala interna — una fascia continua che nasconde le alzate. L’atrio, chiuso da un velario, non aveva luce né una direzione; parlandone con Gianandrea Barreca è nata l’idea più semplice, aprire il tetto. Oggi un lucernario porta luce naturale nel cuore dell’edificio.

Un cantiere attorno a un inquilino

Il piano terra ospita una banca, rimasta operativa per l’intera durata dei lavori: attorno a questo vincolo è nata la strategia di cantiere. Gli ascensori, pur mantenendo la posizione originaria, sono stati demoliti e ricostruiti dall’esterno, dove sono stati portati anche gli impianti; interrati e piani alti risultano così collegati senza mai attraversare il piano terra, che conserva un accesso indipendente.

Sopra, dalla struttura nuda: consolidamento di pilastri e travi, protezione al fuoco dei solai, nuova carpenteria sul perimetro. Su interpiani di tre metri, controsoffitto e pavimento sopraelevato mantenendo 2,70 m di altezza utile, con un lavoro accurato sull’acustica.

La facciata

Una trama di archetti su colonnine — citazione dello Spedale degli Innocenti — rimette in ordine il movimento esistente, che resta leggibile dentro la nuova ossatura: un riferimento che radica l’edificio nel suo luogo con uno sguardo nuovo. Realizzata da Green Style su un sistema a montanti e traversi in alluminio, ha richiesto un mockup in scala ridotta per verificare ogni nodo prima della produzione: archetti continui, giunti sottilissimi, viti nascoste, elementi complanari in tinta e, soprattutto, la tenuta all’acqua di una facciata che avanza e arretra a ogni piano.

Il progetto è stato sviluppato interamente in BIM, su un rilievo laser scan eseguito prima e dopo lo strip out: piani identici e facciate sempre diverse, un edificio apparentemente semplice e geometricamente tutt’altro che banale. Sulla stessa base sono stati disegnati i costruttivi delle carpenterie, prefabbricate fuori opera e montate senza sorprese.

Lo stesso modello ha accompagnato la direzione lavori fino alla consegna: le interferenze fra strutture, impianti e finiture sono emerse a schermo, mesi prima di presentarsi in cantiere. E in cantiere ogni difformità è tornata sul tavolo con una proposta di soluzione, condivisa con i progettisti prima di procedere.

È nel passaggio da un tavolo all’altro che un progetto rischia di perdere qualcosa. Con gli uffici di Pantin non è successo, grazie all’intesa e al lavoro condiviso dei due studi: un esito che la stampa di settore ha raccontato in più occasioni e che il Premio Toscana Architettura ha riconosciuto nella categoria Ristrutturazioni.