L’8 ottobre, alla Palazzina Reale di Firenze, abbiamo ritirato il primo premio della categoria Restauro e Recupero del Premio Architettura Toscana. È andato agli uffici di via Pantin 1 a Scandicci, progetto di Barreca & La Varra sviluppato in collaborazione con noi, che abbiamo seguito fino all’ultimo giorno di cantiere insieme al committente Bel Real Estate Group e alle imprese Grassi & Crespi, Aedes e Greenstyle.

Il PAT è promosso dal Consiglio Regionale della Toscana, dagli Ordini degli Architetti PPC di Firenze e di Pisa, dalla Federazione Architetti PPC Toscani, da ANCE Toscana e dalla Fondazione Architetti Firenze, con il patrocinio del Consiglio Nazionale Architetti PPC. Quest’anno ha raccolto 170 candidature, tutte opere costruite in Toscana negli ultimi cinque anni. Per ogni categoria viene premiata una sola opera, e la targa va insieme a progettisti, committenza e impresa: per il premio l’architettura è il risultato di uno sforzo comune, non il gesto di un singolo autore.

ph. Stefano Casati

La giuria (Junko Kirimoto, Andrea Maffei, Francisco Mangado, Valerio Paolo Mosco e Giovanni Semi) ha riconosciuto al progetto una notevole sensibilità verso un tema nuovo: il restauro di un edificio moderno. Secondo la motivazione, i progettisti hanno saputo estrarre dall’edificio «le potenzialità inespresse nel suo stesso passato»: non un recupero filologico, ma una lettura che interpreta lo spirito dell’epoca in cui fu costruito, «senza falsi mimetismi». A consegnare il premio, per il comitato organizzatore, è stata l’arch. Silvia Moretti della Fondazione Architetti Firenze.

Il punto di partenza era tutt’altro che semplice. Al piano terra c’è una filiale bancaria che non ha mai chiuso: il cantiere le è cresciuto attorno per tutta la durata dei lavori. Gli ascensori sono stati demoliti e ricostruiti dall’esterno, dove sono stati portati anche gli impianti, così che interrati e piani alti comunicassero senza mai attraversare la banca. Sopra, l’edificio è stato riportato alla sua struttura (strip-out integrale, consolidamenti, adeguamenti normativi) e da lì è ripartito.

È la facciata a dargli un volto nuovo. Rilegge la modularità e il ritmo del Rinascimento toscano, con una trama di archetti su colonnine che guarda allo Spedale degli Innocenti, e mette ordine in un fronte che già avanzava e arretrava a ogni piano, senza cancellarne il movimento. Un nastro bianco segna gli accessi e si piega fino a terra per diventare la pensilina d’ingresso; al primo piano compaiono lamiere microforate; più in alto un velo vetrato a scacchiera si posa sugli aggetti esistenti, accanto a profili verticali che si raccordano in curva ai marcapiani. Il Rinascimento, qui, non è un decoro: è una regola di misura.

Progettato tra il 2019 e il 2022 e realizzato tra il 2021 e il 2023, l’edificio ha ottenuto la certificazione LEED Platinum. Barreca & La Varra hanno firmato il concept e il progetto definitivo; ITIstudio ha affiancato lo studio nella fase di definitivo e ha poi accompagnato l’opera fino alla consegna, con la progettazione esecutiva, le autorizzazioni e la direzione lavori.

Ritirando il premio, Tobia Marcotti ha parlato di staffetta. Un’opera arriva in fondo quando un’intenzione comune passa di mano senza perdersi, tra progettisti, committenza, impresa ed enti. È il passaggio più delicato di ogni progetto, ed è forse proprio questo che il PAT, premiando insieme chi disegna, chi commissiona e chi costruisce, ha voluto riconoscere.

Un pensiero, infine, per Gianandrea Barreca, con cui questo progetto è nato. È stato parlando con lui che, davanti a un atrio senza luce, è nata l’idea più semplice: aprire il tetto. Oggi da quel lucernario la luce scende nel cuore dell’edificio.